• Area Studenti
  • Segreteria
  • Area Docenti
  • Area Aziende

Home / Presentazione / Storia

Dim. Testo:
A
A
A

Storia

La storia di Giustiniano Nicolucci

Nasce ad Isola del Liri (Frosinone) il 12 marzo 1819, quinto figlio della terzultima generazione di un antico e solido casato isolano.

Studia con vocazione e scopre che il mondo scientifico lo attrae. I suoi interessi vanno al di là di quello che si può apprendere sui libri ; è facile incontrare il giovinetto nei terreni di sua proprietà o nelle ville cittadine in cerca di piante diverse, di animaletti, soprattutto di farfalle. A contatto con la natura egli trascorre le ore più belle perché sa guardarla con intelligenza vigile ed attenta, sa ascoltarla con cuore sensibile sorretto da un carattere tenace, paziente, meditativo.

La natura lo educa alla semplicità, ai modi cortesi, alla modestia. Con questi validi presupposti Giustiniano Nicolucci affronta gli studi di Medicina presso l'Università di Napoli.

La sua cultura non è puramente accademica, fatta di sterile erudizione : è ricca di ricerche e di reali meditazioni, che egli argomenta con efficacia sulle riviste e sui giornali più accreditati dell'epoca. Il 16 luglio 1845 consegue la Laurea di dottore in Medicina. Nominato medico condotto ad Isola del Liri fronteggia con competenza i problemi sanitari del nostro Paese e si china con lo stesso amore sia sul paziente umile che su quello altolocato.

L'esercizio della professione non gli impedisce di coltivare i suoi molteplici interessi estesisi, nel frattempo, fino all'Antropologia.

Nicolucci è uno studioso di avanguardia ed approda a nuovi interessi, nuove emozioni, nuove scoperte.

Tutto questo egli lo vive parallelamente ai problemi politici del secolo ; è un perfetto uomo del suo tempo e non sa rimanere distaccato e neutrale ai fermenti risorgimentali ; per cui assomma in sé l'idea della Scienza e quella ella Patria, allineandosi con le idee mazziniane. Inviso al governo borbonico che lo considera un elemento pericoloso lo bracca quando il 1848 esplode con tutte le sue inquietudini.

Nicolucci si rifugia a Torino dove entra subito in contatto con gli esponenti della cultura e continua ad occuparsi delle ricerche e degli studi preferiti. Nel 1852 rientra ad Isola del Liri sottoponendosi al divieto di uscire dal Comune senza autorizzazione ed a continue e minuziose perquisizioni in casa.

Il medico isolano si rifugia nella Scienza, custodendo gelosamente dentro di sé la sua devozione a quelle aspirazioni di unità ed indipendenza. E' in questo periodo che pone mano al "Saggio etnologico sulle razze umane" che costituirà uno dei vertici della sua produzione scientifica. Nicolucci è uno dei primi scienziati italiani ad occuparsi di craniologia e nella sua casa si vedono crani sui mobili, sui pavimenti, dappertutto.

In contatto con vari antropologi stranieri, Nicolucci contribuisce notevolmente a gettare nuova luce di conoscenza sulla storia remotissima dell'umanità, poiché "... nei caratteri del cranio si scopre il riflesso di quelli del sesso, dell'età, dell'ambiente, dei diversi modi di vita, sia degli individui, sia dei vari complessi umani, dei popoli, delle razze".

Caduto il governo borbonico e proclamato quello provvisorio di Vittorio Emanuele II sotto la dittatura dell'Eroe dei due Mondi, a Sora si costituisce un Comitato con poteri esecutivi. Giustiniano Nicolucci ne entra a far parte.

Eletto nel Collegio di Pontecorvo al primo Parlamento italiano, rinuncia all'incarico di insegnante presso il Regio Collegio Medico-Chirurgico di Napoli per l'insegnamento di Zoologia e dell'Anatomia Comparata.

La sua stagione politica è breve. Nel 1865 non viene rieletto.

"Un grosso dispetto -dirà in seguito Paolo Mantegazza- fu fatto nei confronti del Nicolucci perché non gli fu affidata la prima cattedra italiana di Antropologia istituita a Firenze nel 1870 e fondare in quella città, nuova capitale d'Italia, il primo museo antropologico. Il Nicolucci, però riesce a superare questo momento di sconforto ; riprende regolarmente le sue ricerche. Favorito dalle ricche fonti storiche e dai numerosi reperti archeologici del meridione, concentra buona parte dei sui studi sui preistorici soggetti regionali da lui scoperti e scrive saggi sulla vita primitiva delle nostre terre. Contemporaneamente entra a far parte della vita amministrativa di Isola del Liri.

Anche Napoli nel 1880 ha la sua cattedra di Antropologia che viene affidata al prof. Nicolucci. Nella sua attività di docente fonda nella Facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Napoli il Gabinetto di Antropologia con un piccolo museo.

Nicolucci è ormai nella piena maturità, ma è sempre instancabile. La sua mente è ben lucida, gli anni non affievoliscono la sua volontà di indagine, egli cura, con immutata passione ulteriori pubblicazioni. Ha raggiunto ormai una considerevole notorietà ; il suo nome figura nell'elenco dei Soci di diverse Accademie italiane e straniere. Nel suo Paese, egli ancora in vita, il Consiglio comunale, nella seduta del 29 novembre 1899, glorificava ed omaggiava anzitempo il nome di un suo figlio illustre con la seguente motivazione :" Visto che il prof. Dr. Giustiniano Nicolucci, annoverato tra i preclari ingegni si è reso benemerito della Scienza e della Patria, visto che per i suoi meriti Egli ha conquistato diritto alla maggiore considerazione il Paese, orgoglioso questo Comune di aver dato i natali all illustre uomo che altamente lo onora, è unanime nel deliberare che la denominazione Via Palazzo sia sostituita con Via Giustiniano Nicolucci".

Non si concede ancora il meritato riposo ; nel 1903 pubblica il suo ultimo scritto :"Persistenza dell'antico tipo e costumanze elleniche nella popolazione odierna della Grecia".

Con il nuovo anno la fine. Una notte sente il bisogno di alzarsi ed accende la candela, la fiammella lambisce i suoi indumenti e ben presto il suo corpo si trasforma in una piaga. La morte sopraggiunge dopo un giorno di grandissime sofferenze alle ore 1,10 del 15 giugno 1904.